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Amianto bonifica

L’amianto compatto

L’Eternit è un marchio di materiale in fibrocemento a base amianto non più in commercio dal 1994, nonché il nome della ditta che lo produceva. E’ stato brevettato dall’austriaco Ludwig Hatschek nel 1901 ed è stato ribattezzato con il nome Eternit (dal latino aeternitas, eternità) per l’elevata resistenza. Nel 1902 il commerciante Alois Steinmann acquista la licenza per la produzione e apre nel 1903, a Niederurnen, la Schweizerische Eternitwerke AG.

Nel 1907 nacque il primo stabilimento italiano in Piemonte, a Casale Monferrato. La struttura è stata fondata dall’ingegnere italiano Adolfo Mazza, lo stesso che ha costruito nel 1912 la prima macchina per la produzione di tubi a pressione in cemento-amianto. Dal 1907 al 1986, anno della chiusura dello stabilimento, migliaia di persone hanno lavorato per la produzione di questo materiale tossico. Ma quello di Casale Monferrato non è stato l’unico stabilimento Eternit in Italia. Un’altra fabbrica è stata aperta a Cavagnolo (Torino).

Per legge lo smantellamento di tetti o altri manufatti che contengono eternit / amianto è obbligatoria solo se si trovano in uno stato di degrado tale da poter formare delle particelle che possono essere inalate. Quindi, ci sono diverse costruzioni ancora non smaltite. In ogni caso la legge vieta di abbandonare nell’ambiente oggetti in fibrocemento a base di amianto o di smaltirli con i normali rifiuti. Nel 1996 è stato predisposto un piano di bonifica territoriale per eliminare l’amianto anche dai siti privati.

La bonifica di eternit e amianto  può essere svolto solo da ditte autorizzate. Per prima cosa la ditta deve determinare la presenza di amianto attraverso test di laboratorio su un campione di materiale. Una volta accertata la presenza di amianto, si procede all’incapsulamento, una tecnica di bonifica in cui le superfici delle lastre esposte agli agenti atmosferici vengono trattate con sostanze sintetiche che impediscono il rilascio di polveri. Poi si procede con la rimozione e lo smaltimento definitivo in apposite discariche.

Gli utilizzi più comuni sono tubi, camini e sfiati, condotte, sistemi di ventilazione, pavimenti in vinile amianto, lastre di copertura, parappetti dei balconi.

L’amianto friabile

L’amianto viene considerato in matrice friabile quando è:

  • legato con matrici non compatte, come nel caso dei materiali spruzzati su soffitti, travi e pareti;
  • legato con materie prime che possono essere facilmente ridotte in polvere o sbriciolate, mediante pressione manuale, traumi meccanici, agenti esterni;
  • soggetto ad erosione e danni del tempo, rilascia le sue fibre nell’ambiente.

Se ne può dedurre che, a livello potenziale, anche l’amianto compatto potrebbe essere frantumato, rilasciare fibre di asbesto e risultare nocivo come l’amianto friabile sin dalla fase iniziale. Questo è il presupposto da tenere presente, oltre le normative in atto.

Dove si trova l’amianto friabile

Per sapere quali sono i manufatti comuni che contengono amianto friabile è necessaria una verifica, ma tendenzialmente questo materiale si trova in:

  • materiali per l’edilizia (tegole, coibentazioni, intonaci a spruzzo, controsoffitti; pavimentazioni, pannelli ondulati, tettoie, etc.);
  • prodotti di isolamento delle tubazioni dell’acqua;
  • corde di amianto;
  • componenti per l’isolamento termoacustico;
  • amianto sfuso.

Ricordiamo che, per capire se ci si trova in presenza di amianto, è necessario eseguire un’analisi di laboratorio dei campioni, dato che il materiale non è rilevabile alla vista o all’olfatto.

Certamente, nelle sue tante forme, l’amianto non è riconoscibile nella condizione agglomerata – mischiato ad altri materiali; è più semplice da identificare per gli esperti, quando si trova nelle lastre e pannelli in forma pura (tubi, corde, etc.).

Bonifica siti contaminati da amianto friabile

In Italia la legge 257/92 ha sospeso le attività di utilizzo, lavorazione e commercializzazione dell’amianto, a causa dei pericoli per la salute derivanti da questo materiale. Inoltre, è stata seguita dal D.M. 06/09/1994, che stabilisce le procedure operative per la bonifica dell’amianto, la manutenzione dei prodotti, e dei sistemi per la valutazione del rischio legato alla salute.

Inoltre, è presente nel Decreto Legislativo 81/08 che regola la bonifica, rimozione, trasporto e smaltimento dell’amianto.
Tutto questo complesso normativo, stabilisce le procedure e i requisiti per affrontare la presenza dell’amianto nei nostri edifici.

Relativamente alla bonifica di siti contaminati da amianto friabile esistono diverse procedure che partono dalla tecnica chiamata GLOVE-BAG sino al confinamento dinamico con unità di filtrazione dell’aria e modulo di decontaminazione.

Per verificare la tipologia dell’amianto e la relativa tecnica di bonifica potete contattarci e vi illustreremo come intervenire.

GENERALGROUP GMBH è specializzata nella bonifica di amianto compatto e friabile.

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